Creata per favorire le fatturazioni delle imposte riguardanti soggetti nelle loro operazioni commerciali all'interno dell'Unione Europea, la partita Iva comunitaria non è molto differente dalla sua omologa presente nei diversi Paesi membri ed in Italia. Infatti, come quella italiana, non è altro che una sequenza di numeri e lettere che identificano diversi soggetti, che possono essere persone fisiche (come professionisti e imprenditori) o società.

Questi soggetti sono tenuti a farne richiesta quando svolgono o intendono svolgere operazioni di natura commerciale con altri Paesi dell'Unione Europa e comunque all'interno dei confini di questa.

Un settore non semplice quello della partita Iva comunitaria, tuttavia una volta specificato cosa sia e a cosa serve, passiamo a chiarire qual è la procedura che si deve seguire per richiederla da parte dei soggetti interessati.

Iscrizione al VIES dei soggetti con Partita Iva Italiana

Se si è in possesso già della partita Iva italiana, allora basterà procedere all'iscrizione al Vat Information Exchange System (VIES), una sorta di registro continentale delle partite Iva europee che permette di operare senza problemi in ambito comunitario. L'iscrizione al VIES si può effettuare direttamente e con modalità telematica, attraverso il sito dell'Agenzia delle Entrate, oppure attraverso una raccomandata con ricevuta di ritorno alla stessa Agenzia, almeno un mese prima di avviare gli scambi commerciali con l'estero. Ricevuta questa comunicazione, l'ente ha a disposizione un mese per accettare o rifiutare l'iscrizione al Vies. Infatti, bisognerà accertare che il richiedente non sia stato coinvolto in frodi o altri reati.

Una volta accettata la richiesta dell'iscrizione, la partita Iva comunitaria è stata registrata a tutti gli effetti ed il soggetto potrà avviare le sue operazioni con l'estero. Oltre che direttamente, l'iscrizione al Vies si può effettuare anche tramite intermediari, come ad esempio i commercialisti. I costi, in base alle modalità di iscrizione seguite, possono variare.

Soggetti Senza Partita Iva Italiana

Quei soggetti invece che non posseggono la partita Iva italiana e quella comunitaria che intendono avviare operazioni commerciali in altri Paesi europei, devono fare richiesta, sempre all'Agenzia delle Entrate. Infatti, si dovrà compilare una dichiarazione di inizio attività e comunicare l'intenzione di svolgere operazioni in ambito comunitario.

In particolare, se effettuato direttamente sul sito internet, si dovrà compilare la sezione "Operazioni Intracomunitarie" del quadro "I" del modello AA7 (per quei soggetti diversi dalle persone fisiche) oppure del modello AA9 (per quanto riguarda lavoratori autonomi e imprese individuali).

Al tempo stesso si dovrà comunicare anche l'ammontare complessivo annuo presumibile di acquisti o vendite intracomunitarie. Anche in questo caso, è possibile avvalersi di intermediari, ancora una volta i commercialisti, per poter effettuare questa operazione di iscrizione.

I costi saranno diversi se questa avviene direttamente online oppure per mezzo di tali intermediari. La correttezza dell'iscrizione comunque potrà essere verificata in qualsiasi momento, attraverso un sito internet apposito, che consente di effettuare controlli specifici.

Richiedere Partita Iva comunitaria all’Agenzia delle Entrate

All’Agenzia delle Entrate richiedere la Partita Iva comunitaria (VIES) è molto semplice, se si effettua la registrazione tramite il Sito Web è completamente gratuita. Occorre per effettuare operazioni commerciali con l'estero sia per export che import. Il richiedente, per ottenere la partita Iva, deve richiedere lo status di “comunitaria”, per poter svolgere attività economiche e commerciali con i paesi membri dell’Unione Europea.

I possessori di una partita IVA, possono richedere l'iscrizione al VIES telematicamente tramite il sito web dell’Agenzia delle Entrate. Mentre chi non ne è in possesso deve fare una nuova iscrizione tramite compilazione dei modelli AA7 (soggetti diversi da persone fisiche), compilando il campo del quadro I “Operazioni Intracomunitarie” o AA9 (imprese individuali e lavoratori autonomi). Se l’iscrizione al Vies è andata a buon fine, si deve procedere alla verifica sul sito internet.

I soggetti che non vogliono più essere iscritti all’archivio Vies, devono comunicarlo all’Agenzia delle Entrate con le stesse modalità previste per l’iscrizione.

Tutti coloro che sono iscritti al VIES sono soggetti a controlli sulla regolare presentazione degli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie effettuate. Se dal controllo risultano, non presentati gli elenchi riepilogativi per quattro trimestri consecutivi, l’Agenzia delle Entrate procede all’esclusione.

Come fare la verifica della partita IVA comunitaria

Tramite la verifica partita IVA, si può risalire ad informazioni relative al possessore, e sapere se la partita Iva è valida, sospesa, cessata. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione Servizi, Verifica Partita Iva basta inserire il numero di partita IVA e il sistema darà le risposte relative.

Oltre alla verifica, è possibile fare anche il controllo della partita Iva Comunitaria, vediamo come.

Controllo partita Iva comunitaria

Il controllo della partita Iva comunitaria serve a tutti coloro che svolgono scambi commerciali e vendite con clienti residenti negli Stati membri dell’Unione Europea. Per effettuare il controllo, bisogna essere titolare di una partita Iva, è utile in quanto, consente di verificare la validità del numero di identificazione Iva di tutti i propri clienti.

Tramite il collegamento dei sistemi fiscali degli Stati dell’Unione, per poter fare il controllo della partita Iva comunitaria dei clienti, basta collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate a questo indirizzo dove è possibile anche consultare una dettagliata guida per avere tutte le informazioni necessarie.

Fonte Agenzia delle Entrate